Sulle tracce di APE ai Resinelli

La giornata è iniziata con un viaggio in treno fino a Lecco, un primo tratto condiviso tra chiacchiere. Da lì, con un bus di linea, abbiamo raggiunto il Colle di Balisio, punto di partenza della nostra camminata.

Abbiamo imboccato un sentiero immerso nel bosco, dove i rumori della strada hanno lasciato spazio al canto degli uccelli e al fruscio del fogliame sotto i nostri passi. Il percorso, parte della Traversata Bassa, ci ha subito immersi in un’atmosfera montana autentica, tra faggi, rocce e profumi di sottobosco.
Durante la salita abbiamo superato una frana, che ha richiesto un po’ di attenzione ma senza particolari problemi per il gruppo. Man mano che guadagnavamo quota, si sono aperti splendidi scorci sulla Grigna, tra nuvole leggere e cielo limpido. I prati e i margini del sentiero erano punteggiati da moltissimi fiori, tra cui ginestre e aquilegie, segni vivi della primavera in montagna.
Giunti ai Piani dei Resinelli, ci siamo presi una pausa ben meritata per mangiare insieme, condividendo cibo e storie seduti sull’erba e sulle panchine. Subito dopo, abbiamo fatto una breve visita ai ruderi dell’Alveare, lo storico hotel dell’APE ormai ridotto a resti di pietra ma ancora carico di significato per chi conosce la storia dell’associazione. Un momento di memoria collettiva che ha arricchito il senso della nostra escursione.
Nel pomeriggio è iniziata la discesa verso Lecco, lungo un sentiero ripido e impegnativo. Il terreno accidentato e la forte pendenza ci hanno messo alla prova, ma con attenzione e spirito di gruppo siamo arrivati in fondo, stanchi ma soddisfatti.
Una giornata intensa e completa: dal viaggio in treno, ai panorami sulla Grigna, fino al recupero della memoria storica dell’APE. Natura, condivisione e fatica: ancora una volta, camminare insieme è stato un gesto collettivo e politico.

Ecco come A.I. ha prodotto il racconto della nostra gita, è stato fatto per gioco sia chiaro, mi permetto quindi di contrapporre un racconto magari con errori ma originale.

Eravamo solo in quattro dopo le defezioni di due aspiranti api ed eccoci: Tibi, Bruno, Lorenzo, Adelchi.
Diversamente da altre gite non ha piovuto, nemmeno una goccia d’acqua, per i mezzi pubblici c’è stato invece il solito inconveniente del ritardo durante il viaggio di ritorno.
La suggestione del possibile rifugio APE di Camposecco ci ha portati a valutare ogni costruzione o rudere lungo il cammino come un fantasioso rifugio APE e ce ne sarebbero diversi. Il percorso della salita si inoltra nei boschi ombrosi e quasi bui di faggete; per un tratto si risale anche il torrente Pioverna che viene osannato a Bellano per l’orrido che esso stesso forma.
Un solo passaggio sopra un canalone di detriti riporta all’ambiente di rocce calcaree soprastante con la presenza del pino mugo e delle ginestre; si accede ai piani dei Resinelli attraverso l’alpe Mus’cera dove un bel laghetto serve ad abbeverare una decina di cavalli liberi si muoversi in uno spazio congruo e poi attraverso l’alpe Cassino. In un ambiente rilassante e panoramico passiamo davanti alla baita Segantini e al rifugio Soldanella arrivando all’ampio parcheggio e agli anonimi edifici che lo circondano.

Giunti davanti al mitico albergo ALVEARE ALPINO ci siamo inoltrati al suo interno e immaginato il suo vissuto. Qualche giorno dopo ho visto insieme a Luca e Alberto del laboratorio “archivio” molti documenti che coinvolgono questo luogo a testimonianza della sua grande importanza.
Per arrivare all‘ Alveare Alpino bisogna superare il grande parcheggio e la chiesa imboccando poi la via “via alla Carlanta” lungo la quale si notano numerose belle case di vacanza costruite negli anni 30-80 del 900.
Secondo la scheda avremmo proseguito in discesa trovando molti altri spazi ameni ma la lunghezza e il dislivello in discesa di circa 1000 mt ci ha indotto a considerare una seconda possibilità per accorciare il dislivello. La app Mapy, molto usata in ambiente apeino, riporta un sentiero che arriva al sobborgo di Lecco Loarca in 700 mt di dislivello. Iniziamo quindi questa discesa che in alcuni tratti è molto impervia e scivolosa in un ambiente rigoglioso e ombreggiato e dominato da un torrente rumoroso: il Caloldlen.
Essendo il sentiero discendente più complicato si potrebbero fare delle considerazioni su come l’imprevisto possa modificare la qualità e difficoltà iniziale, magari ne parleremo; certamente questo gruppetto ha saputo reagire positivamente, no panic.
Alla fine del sentiero abbiamo preso al volo un autobus che in breve ci ha portati alla stazione di Lecco dove il treno riportava un ritardo di circa 40 minuti.
Alla prossima!

Adelchi per APE Milano

ape milano


APE MI

..il network nazionale

Sempre più in alto
per una nuova umanità!

Sito autoprodotto con CMS WP e tema Yootheme - Privacy policy