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L’arrivo della primavera in Val Codera, a festeggiare “El Bù Marz”

Doveva essere un’energizzante immersione nella natura primaverile per risvegliare le erbe degli alpeggi all’inizio di marzo, … beh, di primavera se n’è vista poca, nuvoloni grigi e pioggerella, ma l’energia non è mancata… soprattutto dopo la mangiata al rifugio, alla quale anche i più stoici sostenitori della schiscetta portata da casa (me compreso), alla fine hanno assai volentieri e facilmente ceduto.

Si parte in orario nel grigio della stazione Centrale, si sonnecchia in treno, si inizia a camminare grugnendo e bofonchiando fino ad arrivare al paesino in Val Codera. 

Il momento più alto della giornata non è stato il panorama (invisibile per via delle nuvole), quanto la guerriglia gastronomica tra tavoli. Si sequestravano i piatti, si dirottavano porzioni e si organizzavano blitz per accaparrarsi gli ultimi pizzoccheri, una scena che oscillava tra il conviviale e il piratesco. Ci avevano detto che si mangiava bene ma non mi aspettavo tanta abbondanza e qualità….Gnocchi, pizzoccheri, brasato, vitello da manuale e una quantità di patate locali piccole e tonde che, diciamolo, avevano un aspetto sospettosamente simile a delle cacche di capra gigante, di fatto però erano squisite.

Tra i personaggi degni di nota spiccava un arzillo ottantenne, perfetto nella parte del vecchio montanaro ruvido e saggio, ma sorridente, salvo poi scoprire che nella vita reale è un rinomato medico milanese… Una rivelazione che ha leggermente incrinato la sua credibilità da uomo delle vette, ma ha aumentato il fascino della situazione.

Poi, come da tradizione in Val Codera, per “risvegliare la primavera”, ci siamo messi a fare scampanate e a recitare il canto locale propiziatorio (“Erba foeura che l’è marz!…) riuscendo nell’impresa di spaventare le quattro caprette locali, che probabilmente la cosa che odiano di più è proprio el Bù Marz.

Non sono mancati gli imprevisti, Cristiano ha misteriosamente perso le mutande “da testa”, mentre Luca tentava con crescente disperazione di far rispettare gli orari, ma alla fine il treno lo abbiamo preso in orario, e grazie a lui!

In conclusione, una giornata ben poco primaverile, un po’ grigia e bagnata, rumorosa ma assolutamente perfetta… La primavera forse non si è svegliata, noi sì.

Damiano per APE Milano