
Val Concei 12 – 13 Giugno 2026
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Val Concei 12 – 13 Giugno 2026
12-06-2026:30 to 13-06-2026:30
12/06/2026
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L’alveare apeino organizza per venerdì 12 e sabato 13 giugno escursioni nella Val Concei, Ledro (TN).
Chi volesse partecipare alle gite di questi due giorni può contattare la Casa Amici della Natura Scuri Rossi di Ledro, che offre ad apeini e apeine un prezzo scontato di 15 euro per il pernottamento.
Per iscriversi alle gite (per chi non dorme già a casa Meriz) qua c’è il form https://forms.gle/1HDXoEcy6N7N4iHm7
Il punto di ritrovo è a Casa Meriz , Lenzumo, Val di Ledro, all’orario indicato. Solo il venerdì si prenderà l’auto per raggiungere il punto di partenza: le altre gite partono dalla casa.
VENERDÌ 12 GIUGNO 2026
DA LEDRO LAND ART AL RIFUGIO DEGLI ALPINI “PASSO NOTA” ATTRAVERSO PASSO PRÀ DELLA ROSA
Partenza ore 10,30 da casa Meriz località Lenzumo. Da casa Meriz ci sono circa 20 minuti di auto fino al parcheggio gratuito accanto alla pineta della località Pur.
Percorso ad anello: 14 Km circa – circa metà per chi sale direttamente al rifugio degli alpini (consigliato per chi volesse risparmiare le forze per le gite del sabato)
Ascesa/discesa totale: 890 m D+/ –
Tempo di percorrenza: 5,30 h circa (tempo totale pause escluse)
Difficoltà: 2 APE
Il percorso inizia a 700 m.s.l.m. attraversando “Ledro Land Art” nella pineta di PUR con più di circa 30 opere d’arte, alcune molto interessanti.
Proseguiamo verso malga Cita e in rapida salita tra rocce e boschi si raggiunge Passo Prà della Rosa, 1446 m.s.l.m. con una spettacolare veduta sulle valli circostanti.
Per arrivare al rifugio degli alpini Passo Nota nel Parco Alto Garda Brescianosi scende a 1208 m.s.l.m. dove è prevista la pausa pranzo e ricongiungimento con gli APEINI che hanno scelto la via più breve senza fare il giro ad anello.
Nelle vicinanze del rifugio si può visitare un piccolo cimitero della prima guerra mondiale delimitato a nord da una trincea in cemento al termine della quale si trova la Campana ai Caduti degli Alpini di Vesio (Tremosine). Vi si trovano lapidi e resti che ricordano i soldati e operai morti tra il 1915 e il 1918, alcuni dei quali molto giovani o provenienti da piccoli paesi del Sud e del centro Italia.
Si conclude l’escursione scendendo al parcheggio per riprendere le auto.
Non ci sono difficoltà tecniche, raccomandate scarpe da trekking
SABATO 13 GIUGNO 2026
Tutte le gite partono direttamente da Casa Meriz.
1.A SENTIERO NATURALISTICO VAL CONCEI
Difficoltà: APE 1
Partenza: ore 10
Punto di Arrivo Rifugio al Faggio e ritorno con giro parziale ad anello, poi si prosegue sullo stesso sentiero dell’andata
Dati : Km 8,5 totali, dislivello 220 m
Difficoltà : nessuna
Percorso: dalla chiesa si prosegue su Via Bianchi, si svolta a destra in Via III giugno e si imbocca Via dei Lach, si supera il campetto di calcio in località Ciuco e si imbocca il sentiero naturalistico. Al bivio si prende il percorso a destra (cartello piste sci da fondo) e si costeggia la Val Sorda. In loc. Palo’ si svolta a destra. La Val Concei è una delle valli più incontaminate e meno conosciute del Trentino.
Ci troviamo in Valle di Ledro e, a pochi minuti dalle spiagge del lago, troviamo questo angolo remoto di silenzi e foreste che merita di essere scoperto con delle belle escursioni come quella che segue il Sentiero Naturalistico, un percorso ad anello che copre gran parte del fondovalle.
Lungo il percorso si possono ammirare larici, abeti e faggi, e con un po’ di fortuna anche volpi, caprioli e lepri.
Da qui si vedono le indicazioni del Sentiero Naturalistico di Fondovalle. Si segue sempre il sentiero tralasciando le varie deviazioni laterali che portano da altre parti, si entra in un fitto bosco di abeti fino ad arrivare ad un parcheggio.
Prima di arrivare al Rifugio Al Faggio è possibile provare il percorso sensoriale.
Si segue la strada principale e le indicazioni per il rifugio Al Faggio; proseguendo poi sempre nel bosco fino a raggiungere le curiose sculture in legno situate proprio vicino al rifugio.
Ci sono anche numerosi tavoli dove potersi sedere e consumare il pranzo al sacco.
1.B MALGA GUI
Difficoltà: APE 1
Partenza: ore 10
Punto di Arrivo: Malga Gui
Dati : Km 8,5 totali, dislivello 450 m
Difficoltà: facile, salita ripida dopo il rifugio Al Faccio
Tempo di percorrenza: circa 2,50 h (tempo totale pause escluse)
Percorso escursione
Partendo da casa Meriz (894 m s.l.m.), si scende lungo la strada asfaltata per pochi metri per poi attraversare il ponte sul torrente Assat (in secca). Qui si risale lungo la pista da fondo fino a raggiungere il rifugio Al Faggio, passando vicino al percorso sensoriale (che potremo fare al ritorno ). Quindi si imbocca il sentiero 414 che segue il corso del torrente e si inerpica velocemente all’interno del bosco fino a raggiungere la Malga Gui (1444 m s.l.m.) in circa due ore di cammino. Ritorno sullo stesso percorso oppure attraverso l’anello che richiede però di raggiungere Sella de Lomar e ritorno sull’anello descritto nella gita 2. Bocca dell’Ussol
Dettagli ulteriori In generale l’escursione non presenta difficoltà tecniche, anche se il sentiero si inerpica con notevole pendenza, quindi, la salita risulta faticosa.
2. BOCCA DELL’USSOL E CHIESETTA DELLA PACE
Difficoltà: APE 2
Partenza: ore 9
Punto di arrivo: Chiesetta della Pace
Difficoltà: Salita ripida
Dislivello: 950m
Tempo di percorrenza: 5,30 h
Fino a Malga Gui il percorso è identico a quello dell’escursione 1.B.
Partendo da casa Meriz (894 m s.l.m.), si scende lungo la strada asfaltata per pochi metri per poi attraversare il ponte sul torrente Assat (in secca). Qui si risale lungo la pista da fondo fino a raggiungere il rifugio Al Faggio. Lì si imbocca il sentiero 414 che segue il corso del torrente e si inerpica velocemente all’interno del bosco fino a raggiungere la Malga Gui (1444 m s.l.m.) in circa due ore di cammino. Si continua a salire ripidamente nel bosco e, dopo una svolta a destra rimanendo sul sentiero 414, gli alberi iniziano a diradarsi lasciando spazio ai prati. Nel giro di 30 minuti si raggiunge Sella de Lomar (1600m slm) , da qui si prosegue sulla destra seguendo le indicazioni per Bocca dell’Ussol (1878 m s.l.m.), che si raggiunge in circa 50 minuti lungo un assolato pendio[1]. A Bocca dell’Ussol si apre per la prima volta il panorama sulle Alpi dell’Adamello e della Presanella. Da qui prosegue l’APE 3 Giro ad anello sulle cime della sinistra orografica della Val Concei.
Si svolta a sinistra, per visitare la Chiesetta della Pace e fermarsi per una meritata pausa.
Il ritorno è sullo stesso percorso fino alla Sella de Lomar, dove si lascia il percorso già fatto e si inizia un anello nel bosco, svoltando a destra e prendendo i sentieri 452 e poi 452b fino al Rifugio Al Faggio e di lì verso Casa Meriz.
3.A Giro ad anello sulle cime della sinistra orografica della Val Concei
Partenza: ore 7,30. Rientro previsto attorno alle ore 18
Difficoltà: Impegnativo, 3 API+
Sviluppo: 19 km
Tempo di percorrenza: circa 9 h e mezza (tempo totale pause escluse)
Dislivello positivo: 1600 m
Panorama spettacolare a 360° che spazia dalle Alpi dell’Adamello e della Presanella fino alle Dolomiti di Brenta, le cime della Val di Gresta che accompagnano fino all’Alto Garda.
Percorso escursione
Partendo da casa Meriz (894 m s.l.m.), si scende lungo la strada asfaltata per pochi metri per poi attraversare il ponte sul torrente Assat (in secca). Qui si risale lungo la pista da fondo fino a raggiungere il rifugio Al Faggio. Lì si imbocca il sentiero 414 che segue il corso del torrente e si inerpica velocemente all’interno del bosco fino a raggiungere la Malga Gui (1444 m s.l.m.) in circa due ore di cammino. Si continua a salire ripidamente nel bosco e, dopo una svolta a destra rimanendo sul sentiero 414, gli alberi iniziano a diradarsi lasciando spazio ai prati. Nel giro di 30 minuti si raggiunge Sella de Lomar, da qui si prosegue sulla destra seguendo le indicazioni per Bocca dell’Ussol (1878 m s.l.m.), che si raggiunge in circa 50 minuti lungo un assolato pendio. A Bocca dell’Ussol si apre per la prima volta il panorama sulle Alpi dell’Adamello e della Presanella. Chi si rendesse conto di aver intrapreso una gita troppo impegnativa, può fermarsi qui, raggiungendo la Chiesetta della Pace, e attendere lə apeinə che arriveranno un paio d’ore dopo, e tornare indietro con loro.
Il percorso prosegue ora in cresta lungo il sentiero della Pace (segnovia 455) da imboccare sulla destra. La prima cima che si incontra dopo circa 30 minuti è il Monte Gavardina (2047 m s.l.m). Qui si potrebbe valutare la pausa pranzo poiché è abbastanza spazioso, ma va tenuto presente che il percorso è ancora molto lungo e impegnativo. Piuttosto, proseguendo sempre lungo il sentiero 455, in circa 50 minuti si raggiunge la Galleria di Doss della Torta, dove si potrebbe fare la pausa pranzo, poiché, per ragioni di spazio, la successiva cima, Doss de la Torta (2156 m s.l.m), che si trova a soli 15 minuti di distanza dalla Galleria in una deviazione dal sentiero principale, non è adatta alla sosta di gruppi numerosi (max 10 circa). Proprio Doss de la Torta è il punto più alto che si raggiunge con questa camminata, da cui si ammira un panorama a 360°. Scendendo da Doss de la Torta si riprende il sentiero in direzione est. In 20 minuti si raggiunge la sella di Doss de la Torta (2100 m s.l.m), da cui proseguiamo sempre lungo il crinale (segnovia 420) con ripetuti saliscendi, che coincidono per lunghi tratti con le trincee scavate dall’esercito austriaco durante la Grande Guerra. Si raggiungono così le due cime successive: il Monte Tofino in un’ora circa di cammino e il Corno di Pichea in altri 30 minuti. Da queste vette si ha una visuale delle Dolomiti di Brenta dal lato sud e si apre uno scorcio sull’Alto Garda. Il Corno di Pichea è l’ultima cima dell’escursione. Da qui il sentiero prosegue in discesa, con tratti un po’ sdrucciolevoli, costeggiando pareti rocciose con scorci che si aprono sulle acque azzurre del lago di Tenno. Nel giro di un’ora e venti si raggiunge Bocca di Trat, da cui, con una deviazione di soli 5 minuti, si può valutare la possibilità di effettuare una pausa al rifugio Pernici. Dalla Bocca di Tratt si prende la segnovia 402, percorrendo una lunga discesa nel bosco che, in un’ora e venti, ci riporta verso il fondovalle. Dove il 402 incontra il sentiero naturalistico si procede a destra, si riattraversa il letto del torrente Assat per tornare in 10 minuti a casa Meriz.
Dettagli ulteriori
In generale l’escursione non presenta difficoltà tecniche. Si segnalano solamente due sezioni con catene e una leggera esposizione in alcuni punti. Il sentiero è sempre in ordine e ben segnalato. Si raccomandano 2 litri d’acqua minimi per persona, poiché l’escursione è tutta sotto il sole e non ci sono punti acqua se non verso la fine al rifugio Pernici. Come si evince dalla descrizione e dai dati della scheda, si tratta di un percorso lungo e impegnativo che richiede un buon allenamento.
3.B MONTE CADRIA
Partenza: h 8,30
Difficoltà: 3 api
Dislivello di salita: 1326 m –
Tempo di salita: 4,15 h – Totale: 8 h
Punti di appoggio: Malga Vies (q. 1556) e Malga Cadria (q.1914)
Il Monte Cadria è la vetta più alta del gruppo delle Alpi di Ledro e presenta una bella cresta di salita lungo i percorsi e resti della guerra, senza mai essere troppo difficile ma con bellissimi panorami e passaggi.
Raggiungiamo la frazione di Lenzumo, seguiamo i cartelli e la ripida mulattiera per circa un´oretta e quindici minuti, con alcuni tratti anche piuttosto ripidi, sino a pervenire a Malga Vies. Qui la mulattiera termina e si piega a dx seguendo cartelli e bolli, il sentiero n.423. Il percorso è ora in parte prativo, per poi divenire un bel percorso simil-mulattiera che passa sotto le pendici della cresta del Cadria, e ci conduce nei pressi di Malga Cadria.
Malga Cadria è un ottimo punto d’appoggio per chi, arrivatə fin qua, decide di non proseguire. Le creste da qui infatti sono a tratti esposte, e manca ancora un pezzo piuttosto faticoso per arrivare alla meta. Chi si ferma a Malga Cadria aspetterà in relax il rientro del gruppo, di fatto vivendo questa gita con un livello di difficoltà APE 2.
Poco sotto a Malga Cadria, seguiremo il cartello che ci indica di piegare a dx per procedere sul percorso in cresta (si chiama infatti “sentiero delle creste”), con caratteristiche da escursionismo esperto. Esiste una variante, che prenderemo al ritorno, che permette di evitare le creste per chi avesse problemi con i sentieri troppo esposti. L’ultimo tratto per la vetta è comunque esposto anche da questa via.
Rimontiamo il pendio, seguendo sempre i bolli, ed in breve ci troviamo in cresta, e la percorreremo interamente seguendo sempre i bolli. Arriveremo ad un punto in cui il sentiero delle creste, poco sotto la verticale della croce di vetta diventa attrezzato in quanto leggermente esposto. Qui noteremo anche la traccia di sentiero che arriva dal versante opposto a quello qui percorso, e che utilizzeremo per il ritorno. Si prosegue quindi sempre dritti, percorrendo il breve tratto attrezzato, poi si curva a dx ed in breve si è in vetta.
Discesa:
Per la discesa si torna a ritroso sino al termine del breve tratto attrezzato e qui, anziché proseguire dritti, si piega a dx scendendo su evidente percorso, che compirà, dopo un primo tratto di discesa, un lungo traverso che che conduce e Malga Cadria, ove ci si ricongiunge al percorso dell´andata.
Per iscriversi alle gite, per chi non dorme a casa Meriz, https://forms.gle/1HDXoEcy6N7N4iHm7