
Al Lago di Pratignano
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Anello escursionistico nel castagneto tra borghi abbandonati e ruderi, con salita al Lago di Pratignano
SCHEDA TECNICA
- Lunghezza: 10,5km
- Tempo di percorso: ca. 5h30′ senza le soste
- Dislivello totale: 820 m
- Quota massima: 1327 m
Segnaletica:
Sentieri C.A.I. n. 407, 403,405.
Trovi la mappa e la traccia (scaricabile) del percorso qui. Andiamo insieme in montagna, guarda pure tu la traccia!
ATTREZZATURA NECESSARIA:
Abbigliamento da escursionismo invernale (maglietta termica+ maglione + guanti + cappello+ ricambio, guscio/giacca a vento/impermeabile), scarpe o scarponi da trekking con suola scolpita (no scarpe da ginnastica lisce).
Minimo 1,5 litro di acqua, snack e pranzo al sacco e quello che vuoi condividere.
Una torcia male non fa, tramonta alle 17:30.
RITROVO:
Alle 8:00 al parcheggio di via Gobetti (angolo Fioravanti), dopo compatteremo le macchine.
PERCORSO:
In Auto:
Da Bologna prendiamo la provinciale bazzanese, andiamo verso Vignola e proseguiamo verso Fanano (ca. 1h30′ di macchina). Subito dopo Fanano c’è la frazione I Ponti, dove lasceremo le vetture. Importante compattare le macchine perché potrebbero scarseggiare i parcheggi.
Il sentiero:
Superiamo a piedi il Ponte de “I Ponti) e, subito dopo aver lasciato la strada asfaltata, prendiamo a destra il sentiero 407. La salita comincia immediatamente e ci porta dentro un bel castagneto, punteggiato da borghi, ruderi e case abbandonate, tra cui anche un tabernacolo storico.
Seguendo questa traccia attraversiamo le zone chiamate Le Coste e Cà dei Fuochi (il nome deriva dai fuochi che un tempo venivano accesi qui quando la zona era abitata). Il sentiero è piuttosto intuitivo e offre poche possibilità di errore: si sale sempre dritti.
Lungo il percorso dovremmo incontrare un punto di raccolta d’acqua, Fonte Freddo, vicino al lago. In estate però può essere asciutta, quindi meglio non contare troppo su questa fonte.
Si arriva quindi al Lago di Pratignano, ottimo punto per una sosta pranzo. Qui è possibile anche fare un giro attorno al lago e, poco distante, andare a vedere la Tana delle Fate, l’ingresso di una grotta.
Il rientro avviene lungo il sentiero 403, che diventa poi 405. C’è un breve tratto di “cresta” (molto larga, niente di preoccupante) su roccia, molto panoramico: qui finalmente la valle si apre davanti a noi, a differenza della salita che resta più chiusa nel bosco. La discesa è davvero bella e ariosa.
Si passa da Cà del Vento e Piana della Farnia, incrociando piccoli gruppi di case, poi si scende velocemente in direzione Monte Luzzo fino alla strada di asservazione. Da lì si rientra al ponte, chiudendo l’anello.

PRENOTAZIONI:
Compila questo form per ogni partecipante
Massimo 20 persone.