Escursione APE Salerno: anello della Fiumara di Tannera da Acerno

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  • 21/05/2022
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Escursione APE Salerno: anello della Fiumara di Tannera da Acerno

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Escursione APE Salerno: anello della Fiumara di Tannera da Acerno

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21/05/2022

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(Ponte Pinzarrino (765 m) – Gole di Tannera – Vallebona – Fonte di Don Giovanni – Colle del Leone (1219 m) – Piano dei Vaccari – Piano del Cupone – Piana di Tannera – Grotta di Strazzatrippa – [Grotta degli Angeli] – Tizzano – Ponte Pinzarrino)

Si tratta di una escursione completa e a quote interessanti, che attraversa numerosi corsi d’acqua, cascatine, sorgenti, faggeta vetusta, grotte e altopiani in fiore, addentrandosi in uno dei percorsi più affascinanti – e al tempo stesso non troppo impegnativo – del comprensorio dei Monti Picentini.

La camminata avrà anche lo scopo di rinfrescare la vecchia segnatura del CAI (risalente ormai a oltre 7 anni fa) lungo i tratti di sentiero 114, 114A e 114B di comune accordo con la locale sezione di Salerno. Sarà quindi accompagnata da alcune pause tecniche in corrispondenza dei principali bivii, intersezioni e punti meritevoli di segnatura.

CENNI GEOGRAFICI E NATURALISTICI

Ci troviamo al cospetto della vetta più alta dei Picentini, il Cervialto, in uno dei centri nevralgici del grande acquifero che questi rappresentano. Nel cuore, cioè, di quel grande spettacolo di biodiversità che si celebra all’incrocio dei poderosi gruppi calcarei e boscosi dell’Accellica, del Terminio, del Polveracchio, dove si incrociano un po’ tutte le vene d’acqua da cui si abbeverano almeno tre regioni e si originano, prendendo direzioni diverse, fiumi come il Sele, l’Ofanto, il Tenza, il Picentino, l’Irno, Il Tusciano, il Sabato, il Calore.

L’area in cui ci addentriamo è dominata dal faggio, dall’acero di monte, dal carpino, dall’orniello e da qualche longevo tasso, ed è luogo di nidificazione del ghiro, della poiana e di numerosi anfibi. Un vero scrigno di tesori, di fatto al centro del Parco Regionale dei Monti Picentini, ma che pure fa i conti con un pesantissimo sfruttamento idrico e il perpetuarsi di tagli boschivi e caccia ai selvatici ormai quotidiani. Anche l’escursionismo deve misurarsi con il forte bisogno di tutela che un luogo come questo necessita. In sostegno di ciò, essendo contrari a un abuso della pratica dell“acquatrekking”, sempre più spesso proposta come esperienza nuova a gruppi anche numerosi, e alle cui caratteristiche questo percorso in buona parte corrisponde, faremo attenzione ad essere meno invasivi possibile nei confronti del delicato ecosistema fluviale, limitando quindi l’escursione a un massimo di 15 presenze.

Siamo vicini all’areale dove i calcari iniziano a diventare candidi e si sgretolano; qui, mentre alcuni sentieri maestri resistono, molte altre sterrate e mastodontiche strade bianche di esbosco sono state aperte negli ultimi anni, a dispetto dell’inserimento in una zona SIC-ZPS, mentre in altri casi l’asfalto “civilizzatore” è stato frenato (letteralmente, franato) interrompendo le opere e lasciando ancora oggi alcuni progetti monchi per i tratti incompiuti, come la folle strada da Acerno a Campagna e quella tra Acerno e Calabritto, per non parlare del vecchio tracciato della statale delle Croci di Acerno, ormai interdetto da anni. Per quanto riguarda, invece, la mobilità lenta, questo percorso è stato recentemente inserito nel “Cammino delle Acque – alla scoperta delle grandi sorgenti”, inserito nell’Atlante dei Cammini del MiBACT e alla cui progettazione ha collaborato anche l’APE Salerno. 

INFORMAZIONI GENERALI

Le escursioni dell’APE nascono all’insegna della conoscenza finalizzata alla salvaguarda delle aree interne, oltre che della condivisione, della solidarietà e dell’inclusione. Partecipando, accetti di condividere la missione e lo spirito dello sciame apeino espressi nella carta d’intenti: https://ape-alveare.it/carta-dintenti/

Ricorda sempre che in montagna bisogna mantenere un comportamento prudente, per te stesso e per il gruppo di cui fai parte e valuta sempre con attenzione il tuo livello di allenamento rispetto alla gita proposta. Cura l’abbigliamento nei dettagli, soprattutto in inverno, per non avere brutte sorprese (scarponi, giacca, torcia, kway, indumenti di ricambio ecc.)

INFORMAZIONI SULLA CAMMINATA

GRUPPO MONTUOSO: Monti Picentini
LUNGHEZZA: 15/17/18 km (a seconda delle tre deviazioni previste)
DURATA: 7/8 ore (a+r) al netto delle soste
DISLIVELLO: +700 m
DIFFICOLTA’: 2 Api / E (escursionistica). Richiesto buon allenamento fisico per lunghezza e varietà del fondo, pochi tratti minimamente esposti, salite graduali ma anche leggeri saliscendi, necessità di guadare più e più volte il torrente, quindi necessari stivali / scarponi resistenti all’acqua, scarpe e calzini di ricambio da lasciare in auto.
PRESENZA DI ACQUA POTABILE: sì!

RITROVO

– Alle 8.30 presso il Barcollo (tra il Parco del Mercatello e l’uscita tangenziale Pastena) a Salerno

– Alle 9.45 presso il bar della piazza centrale di Acerno (Piazza Freda)

DESCRIZIONE

(dal Libro dei Sentieri del Parco Regionale dei Monti Picentini – CAI, 2006)
http://www.irnotrek.it/wp-content/uploads/2018/11/I-Sentieri.pdf

“Il percorso inizia circa 2,5 chilometri dopo Acerno, al secondo ponte lungo la strada per Piano del Gaudo e Calabritto. Una recente strada sterrata consente di guadagnare la riva sinistra del torrente; si passa poi sulla destra sempre servendosi della sterrata che si impenna per superare una prima forra. Dopo circa 30’ ci si ricongiunge col vecchio sentiero naturale, sempre sulla riva destra. Poco dopo si ridiscende al greto del fiume, per poi subito risalire onde evitare una seconda forra. Ci si può affacciare su quest’ultima (adoperando la debita attenzione) da una sorta di promontorio a picco, per ammirare i riflessi argentei dell’acqua che spiccano nell’oscurità del vallone. Si ridiscende quindi definitivamente nel letto fluviale, ripetutamente guadandolo da destra a sinistra e da sinistra a destra. Per i guadi ci si può servire delle pietre affioranti, ma è più consigliabile rassegnarsi ad immergere gli scarponi. I guadi e/o salti da un sasso all’altro offrono una qualche difficoltà, ma fanno parte del divertimento. Le pareti strapiombanti, il mormorio ed il luccichio delle acque, la ricchezza della vegetazione, gli alberi talora caduti, talora emergenti da qualche isolotto, compongono un ambiente unico e suggestivo. Alla confluenza da destra del Vallone Cantaro, si stacca una bretella in leggera salita, in parte segnalata, che si riallaccia al sentiero 114B. Dopo circa due ore dalla partenza si perviene ad una luminosa radura ove da destra confluisce, cascando da due terrazzi, un altro rivo, nascente dalla sorgente del Cantariello, situata più in alto. Qui è consigliabile la sosta, anche per godere della singolarità del sito. Qui è il confine tra i Comuni di Acerno e Bagnoli Irpino. Il percorso curva decisamente a sinistra, seguendo il corso della Fiumara di Tannera che torna ad incassarsi ed a presentare salti invalicabili. Per evitarli, occorre risalire il sentiero a destra (riva orografica a sinistra) che risale fino all’incrocio col sentiero 114. Dopo tale incrocio prendere a destra se si vuole raggiungere il Piano del Cupone, a sinistra per scendere alla sorgente di Tannera.”

Opteremo per una rapida visita alla sorgente di Tannera (1008 m) che presupporrà una deviazione con ritorno, della durata di circa 1,5 km e meno di 20 minuti complessivi (dislivello quasi nullo).

A questo punto, tornati sui nostri passi, ci muoveremo lungo il sentiero 114 in direzione della Fonte di Don Giovanni (1087 m), luogo di riproduzione delle due specie endemiche di salamandra, poi di Prato del Leone, Colle del Leone (1219 m) e Piano dei Vaccari (1182 m). Con uno sguardo all’orologio (o alla posizione del sole, per i più romantici), visto che saremo usciti allo scoperto in dei luminosi altopiani, valuteremo se estendere la camminata (qui finalmente senza dislivelli!) verso i faggi centenari del  Piano l’Acernese.

Dal Colle del Leone si comincia il percorso di ritorno, ad anello, che punta in direzione Sud raggiungendo dapprima il Piano del Cupone, poi la Piana di Tannera (1111 m) e la Grotta di Strazzatrippa (1035 m). Seguendo una breve traccia in salita sarebbe possibile visitare anche la Grotta degli Angeli a quota 1060 m. Da qui si prosegue a mezza costa e in graduale discesa lungo il sentiero 114B, che costeggia la sponda opposta della fiumara di Tannera rispetto all’andata – ma più in alto – fino al Ponte Pinzarrino. E’ possibile fare un’ultima variazione, lungo la strada asfaltata, per costeggiare il ramo principale del fiume Tusciano proveniente da Bardiglia, e fare ritorno alle auto, allungando di circa 1 km la discesa. Sarà ovviamente valutato in base alla stanchezza e all’orario.

MAPPA DEL PERCORSO E PROFILO ALTIMETRICO

Clicca qui per scaricare la traccia del percorso in formato .gpx da poter utilizzare (se vuoi) all’interno di un’app

ISCRIZIONI

Le gite sociali sono aperte ai soci e non hanno un costo se non per le spese vive del viaggio.
La quota annuale è di 10 euro e ci permette di coprire le spese delle attività sociali.
Per partecipare all’escursione compila il modulo a questo link.

CONTATTI

Email: zonaorientaletrekking@gmail.com
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