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09/08 Sui Monti Lessini – L’Omo e la Dona

ape brescia

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  • 09-08-2026
  • All Day

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09/08 Sui Monti Lessini – L’Omo e la Dona

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09/08 Sui Monti Lessini – L’Omo e la Dona

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09/08/2026

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Benchè non siano dietro l’angolo, si torna sempre volentieri sui Lessini, e questa sarà la terza volta per Ape Brescia. Parte di un’area protetta ripartita tra Veronese e Trentino, il massiccio vanta una rete di sentieri e rifugi di prim’ordine, senza traccia di impianti. A dispetto della quota moderata (2300 m) la dimensione verticale la fa da padrona, con pendii vertiginosi e rocce lavorate che sanno già di Dolomiti.
Mentre le precedenti escursioni hanno raggiunto cima Carega, stavolta esploreremo la poco battuta sezione orientale del gruppo. Risaliremo un accidentato versante roccioso dove un pinnacolo biforcuto dà il nome all’escursione. Il massiccio è diviso in due dalle valli di Revolto e Campobrun, che formano un fossato sud-nord che partendo da Giazza arriva fino al rifugio Scalorbi. Questo scavo profondo è percorso (oltre che dalla strada) dall’ambizioso sentiero E5 che collega Verona al lago di Costanza. Ne faremo uso tornando, non dal lago di Costanza ma da un più modesto giro attorno al monte Plische.

Ritrovo:
– 07.00 a Brescia, al parcheggio Metro Sant’Eufemia Buffalora https://maps.app.goo.gl/BExySfdjdXDnUpL89
– 08.30 a Selva di Progno (VR), Foresta di Giazza, al tornante verso sinistra immediatamente successivo alla Dogana Vecchia (https://maps.app.goo.gl/1q7t1jg5pS2NHaT66) poco sotto il rifugio Boschetto. Attenzione: i cellulari in zona non prendono.

Dati
Sviluppo: 11 km circa (giro ad anello)
Ascesa totale: 800 m (900 m in caso di deviazione cima Plische)
Tempo di percorrenza: 5h30 circa (pause escluse): salita + tratto discesa fino a rif. Scalorbi 3h30. Discesa dal rif. Scalorbi 2h
Difficoltà: 2 API Sentieri ben tenuti ma non sempre comodi, salita su pendenze robuste ma non
eccessive. L’esposizione non è paralizzante, ma ci sono punti nei quali la sensazione di verticalità
può crear disagio. Sul sentiero di ritorno (aggirabile mediante variante indicata) sono presenti tratti
agevolati da cavo.

Percorso in auto
Autostrada BS-VE fino a Verona Est. Proseguire lungo la tangenziale Est direzione Vicenza, poi deviare sinistra verso Illasi, e poi Val Illasi-Giazza. A Giazza si arriva in 1 h 30’. Da qui 5 km direzione Foresta di Giazza – Rif. Boschetto (strada sempre asfaltata, qua e là stretta). In zona Dogana Vecchia – rif. Boschetto si trovano numerose piazzole di posteggio, che però essendo estate si affolleranno, quindi finiremo sparpagliati. Appuntamento per la partenza al tornante verso sinistra immediatamente successivo alla dogana, che si trova subito a valle del rifugio Boschetto a 50 m da questo.
Calcolare 2 h di strada in auto (salvo colonne zona Garda).

Itinerario
Si svolge per intero su sentieri ben indicati dalla segnaletica. Lo dividiamo in tre sezioni.

1) Dogana vecchia – Passo Tre Croci sent. 276, 1 h 30’
Dal tornante (1100 m circa) un sentiero scende a destra (per chi viene da Giazza) ad attraversare il torrente e ad incrociare subito dopo il sentiero E5. Controintuitivamente, imbocchiamo l’E5 verso destra (direzione Giazza) per poco dopo incrociare a sinistra il bivio col sentiero 276 per la Valle del Diavolo ed il Passo Tre Croci. Saliamo lungo questo sentiero per un’ora. Un po’ noioso, nel bosco. A metà circa, dopo un baita, lasciamo a destra il sentiero 283. Quando finalmente la vegetazione si dirada siamo quasi arrivati al passo.

2) Passo Tre Croci – rif. Scalorbi sent. 111, 1h 30’ (“sentiero de l’Omo e la Dona”)
Arrivando al passo (1700 m) abbiamo sulla sinistra la cima Plische. Il primo sentiero che incrociamo (182) resta al di qua del valico e porta allo Scalorbi aggirando la Plicher dal versante SO. Un altro risale verso le cime alla nostra destra. Noi passiamo sull’altro versante e imbocchiamo verso sinistra il sentiero 110/111, che inizia tagliando il versante NE della cima Plische. Si separa subito il 110 che scende ripido verso il rifugio Battisti. Il nostro sentiero 111 invece risale con buona pendenza un versante roccioso caratterizzato da imponenti dirupi e da alcune formazioni spettacolari, in particolare l’Omo e la Dona, un pinnacolo piuttosto evidente dalla distanza. Il sentiero non è difficile, ma neanche dei più comodi. Arrivati al punto dove la salita termina (vicini ai 1900 m) lasciamo a destra un altro sentiero che scende velocemente verso il Battisti, aggiriamo a semicerchio una morena ghiaiosa e sulla cresta tra i due versanti torniamo sul sentiero 182. Questo è il punto più alto del giro, con vista spettacolare sulla dorsale Tibet-Carega. Da qui la discesa a destra al rifugio Scalorbi avviene in 20’ lungo una comodissima mulattiera/sterrata (il sent.182).
Deviazione facoltativa Cima Plische (30-40’): Dall’incrocio 111-182 una breve deviazione verso sinistra lungo il 182 e successiva risalita di una traccia porta alla cima Plische. 20’ extra + ritorno, da valutare sul momento. Il punto è molto panoramico …. se non c’è nebbia. Nota: in una bella giornata estiva è normale che tra le 12 e le 15 il massiccio venga avvolto da fitte nebbie, nel qual caso è meglio comportarsi con la dovuta prudenza.

Pranzo: Possiamo scegliere se pranzare all’incrocio 111-182 o in cima alla Plische o al rifugio Scalorbi, valutando il meteo e la folla.

3) Rif. Scalorbi – Dogana Vecchia sent. E5, 1 h 45’.
Il sentiero E5 ha questo curioso nome (Europeo 5) perchè è un tratto di un itinerario a piedi che collega il lago di Costanza a Verona. Non segue il percorso più ovvio, ossia l’Adige, perchè in passato era una rotta di gente che non voleva farsi notare. Scende prima per i piacevoli pascoli del fondovalle Campobrun, poi per boschi segue il versante sinistro della valle Revolto nel suo punto più stretto, fino al lago Secco e poi al bivio per il rif. Boschetto. E’ classificato “escursionistico” ma richiede concentrazione nel tratto dove la valle si stringe e approfondisce. Il percorso taglia un versante ripido ed in alcuni tratti un po’ esposti è aiutato da corda fissa. Se si hanno problemi di vertigine si può preferire come alternativa più comoda dal rif. Scalorbi la sterrata per il rif. Passo Pertica e da lì il sentiero che tagliando i tornanti della sterrata raggiunge i rifugi Revolto e Boschetto. 2 ore in tutto. In caso di sentiero bagnato o meteo dubbio questo diventerà il percorso di ritorno di prima scelta.

Zaino e attrezzatura
Per questa gita raccomandiamo abbigliamento a cipolla adeguato al periodo e alla quota (essendo un massiccio isolato è molto esposto ai capricci degli Dei) e l’utilizzo di suole robuste (o la ghiaia se le mangia, questo è terreno dolomitico). Sempre utili una mantella per eventuali piogge e bastoncini. In caso di dubbi su cosa mettere nello zaino, potete anche leggere questa utilissima guida scritta dagli apeini milanesii: https://ape-alveare.it/lo-zaino-apeino/

Le adesioni sono aperte fino a:
giovedì 6 agosto per i soci APE
martedì 4 agosto per i non soci, che saranno contattati per completare l’iscrizione

Per adesioni compilare il google form: https://forms.gle/pzLPjKSxLJcr2EpG