
Di ritorno dalla Valvarrone
Era decisamente tanto tempo che non facevo una escursione con Ape, ma per fortuna c’è Matteo che spesso e volentieri viene a pungolarci suggerendoci escursioni varie. Ed ecco quindi che finalmente raccogliamo il suo invito per una gita in Valvarrone.
C’è un sole tiepido nascosto da edifici industriali nel parcheggio di Via Gabbio a Premana dove ci ritroviamo tutti prima della partenza. Adunanza, saluti, raccomandazioni e via! Ci lasciamo alle spalle le strutture di produttori di forbici ed esperti in galvanotecnica (che, scopro mentre scrivo, è l’insieme dei processi elettrochimici che rivestono la superficie di un oggetto, metallico e non, con un sottile strato di un altro metallo). Attraversiamo un breve ponte sul fiume Varrone e raggiungiamo quindi il fianco della montagna di fronte a noi. Obiettivo: rifugio Ariaal per i più o alpe Chiarino per gli indomiti. Il primo tratto è freddino, all’ombra, un po’ ghiacciato ed attraversa delle sparute baite. Siamo tanti, ma incredibilmente siamo anche compatti e poco rumorosi. La salita iniziale è di gradini in pietra che si inerpicano su per il bosco, in mezzo ai faggi. Per chi come me convive con la tachicardia e basa la sua “atleticità” attuale su quanto di sport ha fatto svariati anni fa, la salita sembra ad un certo punto leggermente inopportuna.




Ma appena iniziano gli improperi mentali (principalmente contro Matteo, ovvio) la gradinata finisce e si incrocia la strada agrosilvopastorale. Proseguendo sul sentiero inizia la parte del percorso che ho preferito di più, in mezzo a casette e neve, attraversando quello che sembra un piccolo paesino, chiuso per l’inverno, ma non abbandonato.
Qui, in mezzo a quella che mi sento di chiamare minuscola piazzetta di paese, facciamo una gradita pausa al sole, ora alto e caldo. Siamo tutti a mezze maniche e ci scambiamo cibarie di varia natura, mandarini, anacardi, mandorle, cioccolata…





Si riparte, per un ultimo pezzo inizialmente in una radura, successivamente dentro al bosco ed infine su per una collina piena di neve, in cima alla quale si nasconde il meraviglioso rifugio Ariaal. All’arrivo due cani splendidi ci salutano e ci fanno già sentire a casa. Il rifugio, di recente costruzione e magistralmente condotto è davvero molto bello. L’affaccio è sulla vallata, il che permette allo sguardo di vagare libero per chilometri. Alcuni indomiti proseguono la loro salita (ci diranno poi che la interromperanno per la troppa neve, ma che comunque ne è valsa la pensa). I gozzovigliatori, tra cui la sottoscritta, restano a godersi l’impagabile vista, tra birrette ed una partita ad Uno. Ed ovviamente l’immancabile costruzione di un pupazzo di neve….e del suo fedele cane! E siccome una birra tira l’altra ed il sole splende sereno, perché non prendersi anche una polenta con taleggio di accompagnamento? Insomma, il posto è bellissimo, la compagnia ottima ed il rifugio super accogliente (che acquista anche punti in più per la sua adesione alla rete SPLAI). Decisamente quella che si può definire una domenica perfetta!
Linda, per APE Milano
