
Di ritorno dal monte Bisbino
Questa è la mia quarta gita con A.P.E. Milano, ed è anche la prima che propongo. Nel giro esplorativo di qualche settimana fa eravamo in 4 apein*: la bella giornata ed il percorso vario e piacevole hanno convinto tutti, quindi col supporto fondamentale di Giovanni facciamo partire l’organizzazione. Le iscrizioni sono aumentate di giorno in giorno, con alcuni nuovi iscritti che ho contattato per capire se la difficoltà del percorso fosse chiara… tutti promossi 🙂.
Qualche giorno prima suggerisco di installare l’App Organic Map e condivido la traccia gpx del percorso per permettere di sperimentare un prezioso supporto sui sentieri di montagna.
Alla partenza da PT il primo problema: manca un’auto!!! Ma risolviamo brillantemente stringendoci un po’. Vista la “leggera” preoccupazione derivante dal senso di responsabilità, per rispettare l’orario di ritrovo non faccio nessuna sosta bar, ma arriviamo per primi e aspettiamo gli altri.
Ed ecco il secondo intoppo: purtroppo un nuovo apeino è ingannato da un infido muretto basso e rovina l’auto. Lo aiutiamo a raccogliere il parafango a pezzi, ma non possiamo fare molto altro. Preferisce rientrare a casa. Lo salutiamo augurandoci di vederci ad una prossima gita.
Siamo pronti a partire in 19. È una bella giornata di sole, particolarmente calda per essere all’inizio di marzo, con una leggera foschia. Il percorso inizia subito in salita, lungo una bella mulattiera. Dopo pochi passi iniziamo ad accaldarci. Decido di rimanere in coda per chiudere il gruppo. Siamo in tanti, il sentiero è costantemente in salita, quindi è impossibile stare tutti insieme. Ciascun* procede col proprio passo, non abbiamo nessuna fretta. Si parla, quindi il percorso non è troppo faticoso da togliere il fiato. Osservo tutto per cercare di cogliere eventuali criticità. La natura si è già risvegliata dopo l’inverno. Vediamo primule, fiori di elleboro, cornioli fioriti.
Facciamo una pausa in località Duello, dove la mulattiera lascia il posto ad un sentiero di crinale nel bosco. Siamo quasi a metà della salita. Avvicinandoci alla cima, il panorama si apre, ma la foschia non ci permette di godere appieno della vista delle montagne lontane.



Altr* 2 apein* ci fanno la gradita sorpresa di raggiungerci; hanno percorso un sentiero alternativo al nostro. Abbiamo superato circa 1000 metri in salita, e ci fermiamo a mangiare sdraiati al sole nel prato che circonda il santuario in cima al monte Bisbino. Dopo il caffè al punto di ristoro e la foto di gruppo che ci facciamo fare da alcuni escursionisti, iniziamo la discesa in territorio svizzero. Nel primo tratto troviamo un po’ di neve, molta meno rispetto a 3 settimane fa a causa del caldo degli ultimi giorni.
Percorriamo i prati dell’alpe Cavazza e dell’alpe Merlo, godiamo del panorama e procediamo senza fretta. Prima di raggiungere il belvedere, su Como e il lago, in località Croce dell’Uomo incontriamo una serie di frasi incise su legno, che ci fanno discutere sul significato: c’è dibattito, interpretazione, approvazione, irritazione …


L’ultimo tratto di discesa ci riporta alle auto. Siamo contenti e soddisfatti della giornata passata insieme. È andato tutto bene!! I dubbi di aver proposto un percorso non adatto a tutti o non spiegato chiaramente si sono dissipati. Anzi, l’entusiasmo mi fa frullare il cervello per pensare a nuovi percorsi da suggerire … la prossima volta nella mia terra, in Valtellina.
Cristiano per APE Milano

Compagne e compagni, è un piacere narrare qui le sportive gesta dei 20 che in quel di Cernobbio calzarono le scarpette di gomma per lo nobile intento di fuggire il tedio milanese.
La camminata comincia con grande ottimismo dal parcheggio davanti al cimitero del paese. Dobbiamo raggiungere il monte Bisbino, alto 1700 metri sopra il livello del mare, l’entusiasmo è alle stelle nel silenzio “tomba” si ode un terribile fracasso di ferraglia. Un proletario svizzero appena arrivato salutando dalla sua bmw nuova è entrato con gran brio nel parcheggio centrando in pieno il muretto di contenimento. Tutti accorrono mentre io ne approfitto per sbranare un trancio di pizza senza dover dividere con nessuno. Sconfortato ma indomito, il compagno svizzero riparte con il paraurti fracassato in cerca di un carrozziere ben disposto. Dopo un minuto di raccoglimento per i duemila euro di danno che volano via ci raduniamo e attacchiamo la salita.
Fabio per APE Milano


