Foto dell'incendio estivo che ha colpito la collina di San Liberatore a Salerno visto da Piazza Della Libertà.

Cessate il fuoco!

Baronissi, Cava, Vietri, Salerno, San Mango, Mercato San Severino, Nocera, Pellezzano. La stagione del fuoco nel salernitano è iniziata ufficialmente ieri, complice il persistente grecale che ha anche asciugato buona parte dell’umidità dei giorni scorsi. Bruciano, come da macabra tradizione, come in un film visto e rivisto, sempre le stesse montagne, talvolta in aree e versanti diversi dall’anno precedente. Bruciano tutte insieme, col giusto favore del vento, di notte, per rendere scientificamente impossibile la gestione e lo spegnimento in contemporanea, amplificando la corsa delle fiamme e quella sensazione di assedio e impotenza.

Un appuntamento fisso, pirotecnico spettacolo per alcuni, indignante routine per altri. Intollerabile per chi, come noi, conosce il prezzo di questo inesorabile scempio ai danni degli esseri viventi, piante e animali decimati e arsi vivi nel pieno della stagione riproduttiva, che non avranno mai sembianze o giustizia. Per i sentieri, già compromessi da un lento e silenzioso abbandono, che si cancelleranno sotto i colpi dei tronchi e dei pendii caduti e saranno presto fagocitati dai rovi, pronti a crescere a dismisura con le piogge autunnali e che non riusciranno quasi mai ad essere nuovamente percorsi, come ben sappiamo. Per le frane che verranno, in un territorio fragilissimo, antropizzato male secondo logiche esclusivamente economiche, quando uno di quegli improvvisi e anomali temporali provocherà colate e distacchi che potranno solo aumentare la propria forza distruttrice portando con se’ tronchi e detriti mai rimossi, lasciati per anni incastrati sul fondo dei tanti e incazzati valloni, dove la gravità li ha fatti convergere ed ammassare col tempo.

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Di ritorno dal Campeggio nazionale APE 2022 in Abetina reale

E arrivò subito il sole

“Emilio come hai dormito questa notte?”

La piccola ape risponde un po’ imbronciata e con le manine incrociate sul petto:

“Non ho dormito niente!” esclama camminando mentre si dirige al tavolo per la sua quinta colazione…”Praticamente sono andato a letto ieri sera e neanche il tempo di dormire che TAAAACCCC è arrivato subito il sole”!

ndr. si scoprirà che quel TAAAACCCC pronunciato da Emilio era inconsciamente  riferito al tonfo che ha fatto quella notte cadendo dal letto a castello.

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Dal rione S. Eustachio all'Abbazia di S. Leonardo di Noblac per le alture di Giovi Montena - Ape Salerno

Dal rione S. Eustachio all’Abbazia di S. Leonardo di Noblac per le alture di Giovi Montena

Prima escursione del 2022 per la “paranza” apeina più meridionale d’Italia, che si ritroverà alle ore 9 di domenica 9 gennaio presso il campo “XXIV Maggio 1999” nel quartiere di S. Eustachio a Salerno, sede sociale e degli allenamenti della compagine “Zona Orientale Rugby Popolare” per un’escursione fuori dai circuiti più gettonati del trekking locale.

Risaliremo infatti le pendici occidentali del monte Giovi, dopo essere passati per l’intrigante e sconosciuta cava dismessa sulle sponde del Rio Mariconda, che con il suo nome di longobarda memoria ha battezzato uno dei quartieri più popolari della città. Da qui percorreremo sentieri e sterrate di esbosco fino a guadagnare il vertice della conca orografica su cui affaccia la singolare rupe “a forma di elefante”, la cui sommità accoglie i resti dell’Abbazia cistercense di S. Leonardo di Noblac, la cui esistenza, documentata da poche testimonianze tardomedievali, è in verità poco nota agli stessi salernitani. Terminata l’esplorazione, continueremo a vagare per le selvagge alture di “Montena” e dello “Stillo”, senza mai superare i 400 metri di quota, e abbracciando in un anello le località di Acqua de’ Pazzi, Costa S. Andrea, Masseria Capuano, Laura, Poggio della Ruta, Sorgente Cannelle con una eventuale deviazione al crinale panoramico su cui sorgono i ruderi della cosiddetta Cervaricia, il casino di caccia dei Principi di Salerno, datato intorno al IX secolo d.C.

Al termine dell’escursione, seguirà un aperitivo all’insegna della convivialità e della progettazione con focus sugli obiettivi del gruppo per un anno di esplorazioni, progetti e socialità.

Durata: circa 6 ore
Lunghezza: 12 km
Difficoltà: 2 api (E)
Dislivello: +700/-700

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Sempre più in alto
per una nuova umanità!

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