Di ritorno dal Monte Alben
A 1.264 metri di quota, il parcheggio del Colle di Zambla è avvolto nella nebbia quando usciamo dalle macchine la domenica mattina del 12 ottobre 2025. Zaini in spalla imbocchiamo la carrareccia che porta al Passo della Crocetta, per raggiungere il sentiero che sale ripido in direzione del Col de’ Brassamonti.
Il terreno è coperto di foglie, l’aria è umida, e nella nebbia appaiono formazioni rocciose che rendono il paesaggio suggestivo. Di tanto in tanto le nuvole si separano facendoci intravedere un francobollo di cielo azzurro, piccola anteprima della giornata luminosa che ci aspetta a 2.000 metri. A zigzag, passo dopo passo, arriviamo al Passo la Forca (1.848 m) e, tra pietre e rocce, saliamo verso la croce di vetta. All’improvviso, la densa coltre di nubi è sotto di noi e nel mare di nebbia, ora ai nostri piedi, spuntano i profili di montagne lontane. Sopra di noi il blu del cielo e una luce forte, quasi estiva.
Seduti accanto alla croce condividiamo il pranzo al sacco e ci sdraiamo al sole. Poi, seguendo il sentiero in discesa, giungiamo alla Conca dell’Alben con il suo sasso inconfondibile. Qui ricreiamo, in veste contemporanea, una foto in posa dell’APE storica. Al rifugio (1.630 m) facciamo una breve sosta per un caffè o una bibita fresca prima di incamminarci per la via del ritorno.
Tornando al Passo la Forca, e scendendo verso Zambla, il sole si fa pallido. I raggi che filtrano tra le nuvole ricomparse accendono i colori delle foglie autunnali. Quando raggiungiamo il parcheggio nel tardo pomeriggio comincia a far freddo. Resta in mente il sole al di là delle nuvole e l’idea, meravigliosa, che possa essere un’immagine simbolica per noi. Grazie a tutta la squadra APE!
Camilla & Ruben





