Autore: APE BO

Di ritorno dal festival Foglia Tonda

IL TRENO

La camminata verso il Foglia Tonda ha inizio la mattina presto: partenza dalla stazione di Bologna ore 07.27, direzione Crespino del Lamone, cambio a Faenza. 

In stazione c’è una gran caciara, chi parte e chi torna e nella confusione generale saltiamo sul treno. Tempo di individuarci, contarci e salutarci che il treno parte!

Si fa subito gruppo e con entusiasmo nonostante i primi sintomi di congelamento causati dall’aria condizionata arriviamo al luogo dal quale ci incammineremo: “Crespino del Lamone paese dell’acqua buona e delle fontane”. (n.d.r. cartello d’ingresso del paese)

RABDOMANTI

Di fontane effettivamente ce ne sono tante, ma nonostante la sete, dovuta in parte al pezzo di torta di riso mangiato poco prima, aspettiamo a riempire le borracce per giungere alla fontana di San Carlo, una specie di tabernacolo tra la massicciata del treno e un verde scintillante.

Crespino del Lamone, Foglia Tonda, Passo degli Allocchi, Passo della Colla, Razzuolo, Ronta, Torrente Muccione

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Di ritorno dal cammino partigiano a Sabbiuno.

E’ domenica 18 aprile e per ricordare la liberazione di Bologna abbiamo deciso di salire dal centro città al monumento di Monte Sabbiuno: il cippo che denuncia l’eccidio antifascista del dicembre 1944, costruito nel 1973 sul crinale tra Reno e Savena lungo il confine che separa il comune di Bologna da quello di Sasso Marconi.

La lenta partenza

L’appuntamento è alle 9.30 all’edicola di via San Mamolo; le prenotazioni superano le 45 persone ma, mentre si avvicina l’orario di partenza, iniziano ad arrivare alcuni sms di defezione e altri di ritardo. Il primo gruppo parte, il secondo aspetterà una mezz’oretta per prendere l’ultimo caffè, aspettare i ritardatari e permettere di creare un distanziamento sufficiente da quello di testa.

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Ama il fango, Odia il razzismo

Dopo il primo percorso peri-urbano a nord-ovest, questo secondo giro lambisce il confine a sud, dove i dolci colli cullano la città.

Il meteo

E’ da inizio settimana che il meteo butta male e giovedì con le prime certezze incomincia il valzer dell’ape. C’è chi esce e chi entra, ma alla fine all’incirca rimaniamo in 30. Forse qualcuno in meno, ho perso il conto, in ogni caso un numero ottimale.

Il ritrovo è alle 9.00 davanti all’edicola di Villa Ghigi, dopo i primi saluti e i caffè inizia una pioggerellina fine decisamente fastidiosa.

Il meteo dava rovesci importanti alle 12 e un po’ prima e un po’ dopo pioggerelline, confidiamo come sempre nel fallimento delle previsioni, sperando che quella che ci sta bagnando sia la prima e l’ultima della giornata.

Non sarà così.

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Sul confine arancione Nord-Ovest di Bologna

Presi dall’entusiasmo dell’ultima uscita modenese, abbiamo voglia di proporre una nuova camminata, anche se saremo costretti ad effettuarla  all’interno del comune di Bologna. 

Il meteo prevede freddo intenso ma sole e cielo terso. Temiamo l’assalto ai colli bolognesi, quindi decidiamo di dirigerci verso la periferia di pianura, verso il confine nord-ovest per scoprire insieme i limiti territoriali imposti dalle norme anti-covid ricercando la natura nei boschetti golenali sulle rive del Reno.

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L’ultima uscita, da gialli, sul Monte Rondinaio

Il venerdì pomeriggio i telefoni iniziano a squillare, gran traffico di sms: “domenica saremo zona arancione, non potremo più uscire dal comune di Bologna, la gita di domani sarà l’ultima!” e tra disperazione e gioia per aver azzeccato il giorno giusto della camminata, ci diamo appuntamento per sabato mattina, puntuali, alle 8 al solito parcheggio.

Da qui partiamo in 10, le altre 4 api arriveranno dalle loro case nell’appennino, chi bolognese, chi modenese e chi reggiano.
Oltre ad essere l’ultimo giorno disponibile per camminare al di fuori del Comune di Bologna, è anche l’ultimo giorno di apertura dei bar. Ci premuniamo di birrette da lasciare nel baule, per brindare alla fine della camminata, la prudenza non è mai troppa!
Il gruppo è al completo e dopo aver lasciato le macchine al parcheggio del Lago Santo Modenese (1501m), prendiamo il sentiero CAI 523 in mezzo alla faggeta e fino al Lago Baccio, di origine glaciale (1550), dove decidiamo di fare la foto di gruppo anche se appena partiti! Incontriamo qualche problema tecnico ma alla fine un paio di scatti riusciranno bene (non propriamente un’autoscatto)!

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Sempre più in alto
per una nuova umanità!

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