Autore: APE BO 2

Di ritorno dalla Foresta della Lama

E’ finalmente un sabato piovoso, lo aspettavamo da molto. Andavamo ancora a camminare sui sentieri con i vestiti estivo/autunnali, le foglie erano ancora tutte sugli alberi, di un colore insolito per la stagione.

Ma ecco che arrivano freddo e pioggia.

In un misto di chat uozap scorrono messaggi di rinuncia, richieste di conferma dell’uscita e di informazioni su possibili nevicate. Il gruppo della camminata alla foresta della Lama, fino ad allora in overbooking, inizia ad assottigliarsi.

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Mangia e bevi in Alta Val Parma

Racconto dell’uscita autunnale nel Parco dei Cento Laghi, nell’Alta Val Parma

Partiamo con il buio, il ritrovo è alle 6, ci sono un paio di ore d’auto da percorrere per raggiungere il Passo del Cirone, la partenza del nostro giro autunnale sul crinale parmense.

Siamo incredibilmente in orario, 5 apette ci aspettano già al passo. Il cielo è a tratti nuvoloso, il sole tenta di spuntare e il versante parmense si apre nitido verso valle, speriamo sia limpido anche sul crinale..ci sarebbe il mare da vedere…chissà…

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In marcia con i sollevamenti della terra

Una marcia per dire no ad opere dannose e imposte.

Una marcia lenta, sentendo la terra sotto i piedi, attraverserà la provincia bolognese da Ponticelli di Malalbergo fino al Corno alle Scale in 10 giorni.

Il punto di partenza non è casuale, si ricollega infatti a una battaglia vinta da attivisti/e e militanti della pianura raccolti nella Rete NO HUB, che ha impedito la cementificazione di una vecchia risaia che stava per essere sacrificata sull’altare della logistica.

Altro progetto “simbolico” che verrà incontrato lungo il cammino è quello del Passante di Bologna, ovvero l’allargamento del sistema Autostrade/Tangenziale fino a 16/18 corsie.

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Di ritorno dalla Valle dell’Orsigna

Bologna, 42 gradi, in casa 10 in meno. Da giorni fremiamo per l’uscita domenicale, si scappa nella valle pistoiese dell’Orsigna, la prima valle dopo il confine bolognese, solcata da torrenti, piena di fonti e coperta da boschi di castagno, faggi e abeti. Speriamo nel refrigerio, ci crediamo e così sarà.

CERCANDO IL FRESCO

Alle 8 fa già un gran caldo, ci contiamo, ci siamo quasi tutte: un’apetta arriverà direttamente all’imbocco del sentiero, una la recuperiamo lungo la strada e una sotto casa. Si parte, con noi anche Rita e Mino, le apette a quattro zampe.

Ci troviamo alla fonte di San Camillo a Lavacchini e dopo aver riempito le borracce seguiamo la strada per alcuni metri per poi prendere il sentiero 5 con direzione Monte Orsigna (1555m). Camminiamo in un bellissimo bosco di castagni che si alterna con faggi e con piccoli abitati. Mentre saliamo veniamo piacevolmente colpiti da un’arietta fresca, percepiamo la presenza dell’acqua, il bosco profuma di bosco, l’odore balsamico ci avvolge, pensiamo a Bologna e ci viene da piangere dall’emozione, siamo al fresco. Ciao città.

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Di ritorno da Santa Lucia

Controlliamo il meteo più volte durante la settimana perché da qui, dalla città, il cielo non promette nulla di buono ma ormai l’abbiamo imparato, appena si sale, uscendo dalla pianura, la nebbia scompare, il cielo si apre e il sole scalda. Sarà così anche questa volta.

IL RITROVO

La partenza di questo giro, come sempre, è un po’ lenta ma il gruppo si compatta rapidamente, sale sulle auto, direzione caseificio di Santa Lucia di Castel D’Aiano dove ci saranno ad attenderlo altre api. Ad ogni curva il cielo si apre sempre di più e il sole fa capolino togliendoci quell’ovatta nebbiosa che abbiamo addosso. Siamo carichissime. Abbiamo trovato il sole!

Alcune api entrano al caseificio per recuperare il pranzo al sacco da portare in camminata, ne escono abbagliate e sbavanti: “A che ora riaprite? (loro non sono evidentemente come Renatino) Ci vediamo al ritorno, a dopo e grazie”. La spesa al caseificio sarà il chiodo fisso di tutte. 

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Sempre più in alto
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