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Autore: APE BG2

STRADE BIANCHE, CONTI IN ROSSO

Uno sguardo su opere e bilanci di RSI Srl a Colere

Nell’immaginario collettivo il termine strada bianca richiama immediatamente scenari bucolici e armoniosi, basti pensare agli sterrati senesi della Val d’Orcia o alle antiche strade romane. Il termine strada bianca, a dispetto di ciò che evoca, fa riferimento comunque a una strada sterrata, un’opera più o meno impattante realizzata dall’uomo in un determinato ambiente, che di conseguenza viene modificato. Queste strade, che alla vista possono risultare gradevoli e in armonia con il paesaggio che le circonda, da un punto di vista ecologico possono stravolgere completamente un territorio e risultare disastrose per le specie che vi abitano.

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COMPRENSORIO COLERE-LIZZOLA: FACCIAMO IL PUNTO

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Bergamo, 18 novembre 2025 – A distanza di un anno e mezzo dalla presentazione del progetto di collegamento sciistico tra Colere e Lizzola la situazione è oggi chiara: le relazioni economico-finanziarie e legali redatte dai consulenti incaricati dai Comuni, pubblicate nel luglio 2025, confermano tutte le criticità già sollevate da cittadini e associazioni. 

I documenti mostrano che il progetto prevede una quota preponderante di investimenti a carico del denaro pubblico, mentre la gestione verrebbe affidata per 60 anni al soggetto privato RSI, senza adeguate garanzie di sostenibilità economica dell’impresa.

Parallelamente viene evidenziato l’impatto ambientale gravissimo: la Val Conchetta e l’alta Val Sedornia, territori intatti e non antropizzati, verrebbero profondamente compromessi. Si parla di “destagionalizzazione”, ma di fatto si perderebbe un patrimonio naturale e paesaggistico unico. Nei fatti, è stata acquisita la certificazione che il progetto non sta in piedi.

Le recenti decisioni dei Comuni vanno nella stessa direzione: Colere ha respinto la richiesta di RS Impianti, società che gestisce la stazione sciistica di Colere, di estendere alla Val Conchetta la convenzione già in essere installando nuovi impianti; Valbondione ha inserito il progetto tra le Opere di Pubblica Utilità, paradossalmente con voto favorevole della minoranza e astensione della maggioranza. 

Nel frattempo permangono forti criticità sulla trasparenza amministrativaA Colere la sezione dedicata ai rapporti con RSI contiene documenti incompleti, mentre a Valbondione l’accesso alla conoscenza degli atti viene negato da oltre un anno

Una situazione inaccettabile quando sono in gioco risorse pubbliche e il futuro del territorio.

Il bilancio 2024/2025 di RSI srl mostra un quadro ulteriormente peggiorato: lo stato patrimoniale fotografa una situazione non solida dell’impresa, dove i debiti pesano per oltre il 60% del valore delle strutture e dei beni. 

Calano gli accessi invernali, da 76mila nel 2022/23 a 70mila nel 2024/25, e di conseguenza gli incassi, ma aumentano i costi di gestione: le perdite passano da 328mila a un 1 milione e 449mila euro. Gli oneri finanziari raggiungono 1.143.000 euro, frutto di un indebitamento bancario salito a 18,5 milioni su un totale debitorio di 22,7 milioni. 

Nel frattempo RSI continua a investire pesantemente – ristrutturazione dell’albergo Pian del Sole (8 milioni), innevamento artificiale, nuovi edifici – interventi che faranno inevitabilmente lievitare costi e debiti nei prossimi bilanci.

Nonostante le evidenze che certificano un incerto futuro per lo sci da discesa, nonostante le incontestabili condizioni climatiche sfavorevoli, nonostante i pareri contrari di tutti i consulenti tecnici (incaricati dai Comuni, su indicazione di RSI) e di tutti i responsabili tecnico-finanziari dei Comuni, i Sindaci insistono nel voler superare pareri autorevoli come fossero fastidiosi ostacoli, anziché valutazioni responsabili. 

Sorge spontanea una domanda: la parte pubblica è davvero disposta a investire decine di milioni in progetti elitari, privi di prospettive, che sottraggono risorse rispetto alle reali esigenze delle comunità montane?

In questo contesto, c’è grande attesa per il bando del Ministero del Turismo che potrebbe assegnare fondi al settore sciistico, in parte anche attraverso un meccanismo di sorteggio. 

RSI e le amministrazioni locali puntano a 10 milioni per sostituire le tre seggiovie di Lizzola con una cabinovia e altri 10 milioni per la seggiovia Ferrantino a Colere. 

Tuttavia il decreto ministeriale è chiaro: i contributi riguardano “ammodernamento, messa in sicurezza e dismissione di impianti esistenti”. Non possono finanziare nuovi collegamenti, e dunque non possono sostenere il progetto del comprensorio unico.

 Oggi più che mai serve responsabilità e trasparenza. Molti cittadini chiedono che venga finalmente riconosciuta l’insostenibilità economica, ambientale e amministrativa del collegamento Colere–Lizzola. Investire risorse pubbliche ingenti in un progetto privo di solidità significa distogliere fondi essenziali dalle vere priorità delle aree montane. È il momento di fermarsi, guardare i numeri e scegliere il bene comune.

Orobievive – terreAlt(r)e – Valle di Scalve bene comune – Lipu – APE Bergamo – Legambiente Bergamo – FAB 

Liberamente tra i monti

Presentazione del libro di Barbara Curtarelli

Il 25 giugno, nel Giardino della Crotta a Bergamo in Città Alta, abbiamo presentato il libro “Liberamente tra i monti. L’Associazione Proletari Escursionisti di Bergamo 1921–1979” insieme all’autrice Barbara Curtarelli.

Un’occasione preziosa per ripercorrere la storia di APE Bergamo, dalle origini fino al 1979, anno in cui l’associazione si sciolse, e per ritrovare nelle parole dei verbali e dei protagonisti lo stesso spirito che ci muove ancora oggi.

Abbiamo letto insieme la testimonianza dell’assemblea dell’11 novembre 1976:

“Sciogliere una società come la nostra non è una cosa tanto semplice. Certo possiamo mettere tutto in una cassa, come diceva Silverio, in attesa che tra qualche anno qualcuno riscopra la società defunta e la rispolveri. Però in quella cassa noi non ci mettiamo solo le coppe e le scartoffie, ma anche i bei momenti passati assieme sulle vette e nei rifugi. E seppelliremo forse anche la nostra amicizia, chiudendoci ancora di più nella morsa della nostra vita quotidiana.”

Parole che, a distanza di decenni, continuano a parlare con forza e a ricordarci quanto sia importante custodire e rinnovare quei valori.

Qui sotto trovate l’audio integrale della serata, da riascoltare o scoprire per la prima volta.

Oggi ci riconosciamo ancora in quello stesso spirito: unire il camminare al pensare, lo stare insieme alla voglia di cambiare le cose. Questo uno dei modi in cui cerchiamo di fare politica attiva e dal basso. Anche solo un passo alla volta.

Anche in Val Seriana La Montagna Non Si Arrende

Il racconto della camminata in difesa delle terre alte a Valbondione

Stamattina, alle 8 pioveva. Pioveva in città e pioveva in valle. All’appuntamento fissato non siamo poi così pochi. Sorrisi assonnati, gusci e mantelle già indosso. In realtà sembra che nonostante il tempo, abbiamo una gran voglia di farla questa passeggiata. Forse ne abbiamo bisogno visto quello che è successo negli ultimi giorni: gli articoli sui giornali, l’attenzione mediatica, le telefonate dei giornalisti e i social impazziti. Ma soprattutto l’enorme mole di commenti che sono arrivati, la shitstorm capitanata da certi soggetti che forse iniziano a rendersi conto della realtà della situazione: credevano che nessuno si sarebbe opposto, che tutto sarebbe passato in sordina, ma forse non è così. 

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