Andare in montagna fa bene! Racconto della gita al Rifugio Menaggio.

Sabato 27 febbraio 2021. Il ritrovo a Piano Terra è alle 6.15. Per andare in montagna si parte presto: è doloroso, ma è un’attitudine che viene sempre ripagata. All’arrivo alla spicciolata, negli occhi di Tamara, Marta, Agata, Fabrizio e di tutte le apeine e gli apeini, non c’è sonno, ma l’entusiasmo di chi non vede l’ora di tornare in quota, dopo lungo tempo chiusi in casa ad accumulare le tossine della metropoli, rese ancora più nocive dalla pandemia che dura ormai da un anno.

Svolte le pratiche organizzative e arrivati tutti i partecipanti previsti, alle 6.30 in punto lasciamo Piano Terra per ritrovarci al parcheggio ai piedi del Monte Grona alle 8.30, dove incontriamo anche Vincenzo, Barbara e Luca, Abo, giunti direttamente sul posto.

Il breve saluto di inizio gita toglie le castagne dal fuoco: siamo tutti fuori allenamento, diciamocelo, ed oggi più che mai varrà il motto: “Nessuna ansia da prestazione! Siamo qui per goderci la montagna e ritornare a camminare insieme ad A.P.E.“. 

Si parte con un buon ritmo alle 9 circa e la voglia è tale che la fatica si sente davvero poco, così superiamo agilmente la prima parte della salita verso il rifugio e, quasi senza soste, prendiamo il bivio per Sant’Amate. Raggiunta una quota più elevata, dove troviamo l’ultima neve delle abbondanti nevicate di questo inverno. Durante la settimana prima della gita le temperature si sono alzate sensibilmente e gran parte della neve si è sciolta. In quota, per fare il traverso che porta alla chiesetta sulla cresta, sono comunque necessari i ramponi: li indossiamo, felici di usarli e scherzando sul fatto che, purtroppo, potrebbe essere l’ultima volta in stagione.

In pochi minuti siamo allo spiazzo che ospita la chiesetta, dove beviamo e spilucchiamo qualcosa. I più, ancora carichi e vogliosi di affaticarsi, proseguono per il Bregagnino, che raggiungono in poco più di mezz’ora.

I più oziosi li aspettano, scambiando racconti di viaggi fatti e da fare appena sarà possibile, recensioni di libri letti durante la quarantena, e godendosi il sole già troppo caldo per essere fine febbraio.

Alle 12.45 il gruppo è di nuovo compatto e dopo la foto di gruppo Alberto “Zuma” regala ai gitanti ed ai curiosi di passaggio uno dei suoi spettacoli sul Re Erissitone, che riscuote sempre applausi sinceri e dà quel qualcosa in più alla giornata.

Alle 13 si riparte, direzione Rifugio Menaggio: l’ultima parte è proprio semplice e procediamo veloci, spinti dalla fame e dalla voglia di arrivare e godersi il riposo sui pendii erbosi del rifugio. 

Giunti al Menaggio, ci rendiamo conto che la voglia di evasione e svago è davvero tanta: mai vista così tanta gente qui: escursionisti, ma anche tanti giovani dal look meno “escursionistico”, famiglie e gitanti, i prati sono davvero pieni. Il pensiero che sarebbe meglio essere in pochi affiora, sarebbe disonesto non ammetterlo, ma alla fine preferisco pensare che è positivo vedere persone in montagna, che abbiano la possibilità di ritrovare un po’ di sana socialità all’aria aperta e magari si avvicinarsi alle escursioni per la prima volta…

Dario, Macho e tutta la crew del rifugio sono presissimi a cucinare e stare dietro alle richieste di tutti, ma gli abbracci sono forti come tra gli amici che sono contenti di ritrovarsi ad un rifugio dopo tanto tempo. Abbiamo scelto di venire qui, alla fine, proprio per questo: ritrovare di nuovo la montagna e gli amici. Ciò che ci è mancato e ci manca di più di questo periodo.

Sparsi sul prato alla giusta distanza, si mangia, si beve e ci si gode il meritato riposo con la vista sui rami di Como e Lecco fotografata allo sfinimento, ma che non stancherà mai.

Intorno alle 16 i primi partono per la discesa, che vedrà la consueta lunghissima coda di macchine accompagnarci fino al ritorno a Milano. Poco male. La giornata e la gita come sempre hanno rimesso le cose a posto ed anche se da lunedì si torna arancioni, quel colore che impedisce le attività sociali e ci dice che l’uscita dalla pandemia è ancora lontana, ancora per qualche ora avremo negli occhi e nel cuore le buone energie e vibrazioni che solo il camminare insieme in montagna riesce a regalarci.

Andare in montagna fa bene, al corpo, alla mente, alle persone, è la convinzione che rinnoviamo ad ogni occasione. E anche oggi come sempre, risuona efficace il nostro motto: “sempre più in alto, per una nuova umanità!”

Martino, Ape Milano

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Sempre più in alto, per una nuova umanità

A.P.E. - Associazione Proletari Escursionisti (dal 1919)