
Campeggio di sezione APE Milano 2026 in Val Masino
Dopo alcuni anni da che si era interrotta la consuetudine, il 18, 19 e 20 settembre 2026 è tornato il campeggio apeino della sezione milanese, per camminare e stare insieme in un tempo più libero e disteso.
Il venerdì nel tardo pomeriggio ci si ritrova sotto l’area coperta del campeggio di Sasso Remenno in Val Masino. È l’occasione per vedere riunite le api della prima ora e le nuove aggiunte, volti che si vedono spesso e altri che non si vedevano da un po’. Ci ricordiamo l’importanza di questo momento con qualche parola introduttiva, che ripercorre alcuni momenti dalla nascita della sezione.
La zona dei tavoli inizia a riempirsi di leccornie, chiacchiere e bimbi infangati e allegri: man mano che si arriva questi tre elementi si moltiplicano, fino a culminare nella prima serata cantata. I musici devono ancora ingranare, e l’allegra brigata si districa nel collage di canzonieri preparato, in cui i numeri di pagina seguono una logica insondabile, che però non scoraggia. La serata passa in allegria, tra canzoni di lotta e albe chiare.
Il sabato mattina ci si prepara alle gite: la PiGra al laghetto del Qualido, l’1 ape alla Località Rasica e la 3 api al Pianone di Zocca. Tra grandi sorsate di caffè e ultimi arrivi, i più pronti spronano i ritardatari e finalmente si mettono gli zaini in spalla e i piedi per la via. Pigra e 1 ape percorrono il primo tratto in comune e poi si tengono aggiornate con le radio, mentre la tre api sale verso il Pianone di Zocca. Il pendio è costante, ma la fatica non riesce a fermare un’agguerrita caccia al fungo, che inizia poco dopo la partenza e durerà per tutta la gita. Gli zaini si riempiono di finferli e porcini; il cielo è terso e il sole disegna i contorni nitidi delle vette appuntite.
Aggiriamo un placido gruppo di asinelli che presidia il sentiero e ci ritroviamo all’arrivo previsto, poco oltre il punto più panoramico, in una grande spianata di pratoni attraversata da ruscelli e rigagnoli. Saliti su un grosso masso, dagli zaini cominciano a uscire le maglie di ricambio e i sacchetti dei panini: in men che non si dica i cavalli che pascolavano in lontanaza ci accerchiano in cerca di cibo e, non trovando di meglio, rosicchiano parte dell’equipaggiamento. Pranziamo e riposiamo sotto il sole.
Un po’ stretti con i tempi iniziamo la discesa, la cui fatica è scongiurata da un gioco da parolieri: a turno una persona pensa a una parola “tra Abaco e Zuzzurellone”, e il resto del gruppo tira a indovinare. Ogni parola detta diventa un nuovo punto fermo nell’alfabeto, avvicinandosi e restringendo progressivamente il campo. Il gioco ci accompagna fino all’arrivo, rinfrescando l’alfabeto e arricchendo di molto il lessico della sezione milanese: il fresco dell’alfabeto non basta, e alcune si fermano a pucciarsi nel laghetto del Qualido.
Al ritorno api più operose sono già alle prese con la pasta e patate (la ricetta napoletana, non la genovese!), e il ricco aperitivo. Alle patate si aggiunge la pasta, che cuocendo esaurisce l’acqua, e per finire tonnellate di scamorza. L’imponente pentolone debutta finalmente nella zona cucina in cima a due sedie, e subito si forma una lunga fila: i più golosi aggiungono i ben guadagnati porcini, e molti riusciranno a fermarsi solo dopo la terza razione.
Si inaugura la seconda serata musicale che si apre ad una band allargata dall’arrivo dei bonghi (per la maggior felicità dei vicini di tenda) e dalla presa di possesso di sonagli e sonaglietti da parte dei bambini, che si scatenano sulla pista di ballo. Si imbroccano con soddisfazione le prime note e canzoni, redimendo in parte i musici dalla misera figura della serata precedente. L’entusiasmo è a questo punto fin troppo e solo l’intervento provvidenziale di un’ape coscienziosa riesce a frenare i cantori incontinenti a notte ormai inoltrata.
L’ultima mattina del campeggio ci si ritrova tutte davanti alla tettoia per la foto con bandiera di rito, e si parte insieme per una tranquilla gita ai Bagni di Masino. Dopo il pranzo, l’aggiunta della bandiera palestinese all’alzabandiera del rifugio e le ultime edizioni di “Abaco e Zuzzurellone”, ci si appresta alla via del ritorno. Si radunano le ultime cose, si smontano le tende e si mettono all’asta hummus e pasta dei giorni precendenti.
Sono stati tre giorni pieni e intensi: ci si saluta e ci si allontana dal campeggio con un po’ di dispiacere, ringraziando chi si è testardamente e caparbiamente fatta carico dell’organizzazione in corsa, e ripromettendosi di mantener viva la consuetudine.
Sofia per APE Milano










