
Il 25 Luglio al RifuGino
Sabato 25 luglio la sveglia suona alle 5:30
Inizialmente, per quel fine settimana, avevamo programmato un giro tranquillo sul Corno alle Scale, la classica sgambata domenicale. Qualche giorno prima, però, con un’altra “apetta” abbiamo letto delle intimidazioni e delle violenze subite dal Rifugio “Gino e Massimo” (o anche, Il RifuGino), violenze avvenute per aver pubblicizzato sui loro canali social l’evento della Pastasciutta Antifascista in rifugio, organizzata in collaborazione con la sezione ANPI di Sondrio.
Decidiamo quindi di portare la nostra solidarietà partendo da Bologna intorno alle 5:50 in direzione delle Orobie valtellinesi; l’evento da locandina è previsto per le 12:30 e ci aspettano circa quattro ore e mezza di viaggio con la statale tra Milano e Lecco che si rivelerà intasata dal traffico e con l’ultimo tratto di strada a doppio senso in cui, ad ogni tornante, vorresti essere su un’auto strettissima per evitare il frontale. Arrivati a Paiosa (frazione di Ponte in Valtellina) chiediamo indicazioni per il parcheggio ad una signora specificando che dovevamo raggiungere il RifuGino; sembrava molto allegra nel sapere che ci stavamo recando al rifugino per la pastasciutta e ciò ci ha dato ancora più carica.
Parcheggiamo un po’ prima del parcheggio previsto e ci incamminiamo per l’ultimo tratto a piedi, una camminata che durerà circa un’ora e mezza.
Una volta arrivati al RifuGino (1860 metri d’altitudine) salutiamo i regaz del rifugio e troviamo subito: una delle portate di pasta, tre carabinieri in divisa (dati gli eventi recenti), tanta gente ed altre api della sezione di Milano con cui faremo una foto.

Terminato il pranzo, il signor Giuseppe ci ha ricordato la famosa giornata del 25 luglio 1943, quando i fratelli Cervi, per celebrare la destituzione e l’arresto di Mussolini, portarono in piazza a Campegine, nel reggiano, della pastasciutta da distribuire a tutta la comunità. Al termine del racconto si apre un dibattito su cosa significa l’antifascismo oggi.
L’evento finisce e possiamo affermare che la risposta ai vandalismi è stata forte e collettiva: erano presenti poco più di un centinaio di persone e gli amici del RifuGino ci hanno raccontato che nelle scorse edizioni si arrivava al massimo a venti persone, questo dimostra chiaramente che la solidarietà è stata concreta e partecipata.

Arrivano nel pomeriggio nuove persone provenienti da Lecco che, come noi, dormiranno al rifugio e che ci racconteranno delle vergognose denunce ai danni degli antifascisti, durante presidio antifascista a Lecco.
Ora di cena: Gli amici del rifugio ci preparano una bella minestra di farro, verdure e patate, si viene a creare un bellissimo clima di condivisione e socializzazione, terminate poi le chiacchiere ed osservando il paesaggio ahimè nuvoloso, si va tutti a dormire.
La mattina dopo ci svegliamo molto presto, finita la colazione volevamo raggiungere un lago situato nei pressi del rifugio ma il meteo piovoso ci fa cambiare idea, si rimane in rifugio e si dà una mano a smontare i tavoli messi per l’evento del giorno precedente, si pranza con dei buonissimi pizzoccheri preparati dai regaz del rifugio, e, dopo partite a carte e chiacchiere, alle 15:30 si riparte completando il giro ad anello cominciato il giorno precedente, una leggera pioggia ad intermittenza e un cielo nuvoloso rendono il paesaggio delle Alpi Orobiche ancora più pittoresco.

Grazie Anna e a tutti gli amici del RifuGino per l’ospitalità, la condivisione e le chiacchiere!