
Tre giorni in Val Concei. Api dalla valle fino al mare.
Come ogni anno il terzo fine settimana di giugno l’alveare si incontra nel campeggio nazionale, dove riconnettersi, camminare insieme, confrontarsi e parlare. Ora che il campeggio apeino 2026 si è concluso e siamo ancora lungo la via del ritorno verso i nostri appennini, diventa più semplice riportare a tutta la nostra sezione argomenti ed emozioni che vengono dalle terre alte e dalla meravigliosa Val Concei dove la sezione di Ape Brescia si è fatta in quattro per ospitarci.
Ringraziamo ancora una volta Ape Brescia per l’organizzazione, l’accoglienza ed il gran lavoro per dare a tutti tanti percorsi meravigliosi buoni per ogni livello e cibo buono a prescindere dalle scelte alimentari e bisogni di ognuno, dal vegano al gluten free. Il posto scelto, una struttura gestita durante l’anno da alcune associazioni, contribuiva a rendere questo campeggio ancora più speciale.
Tra una camminata ed una mangiata è stato possibile condividere lo stare in montagna secondo i principi apeini, assaggiando appieno un pezzo di alta montagna anche per chi non la vede così spesso. Spoiler, oltre alle cime il verde intenso che sembra espandersi ovunque e la bellezza dei laghi alpini, come quello di Ledro a pochi passi, ci hanno rubato il cuore. Non è mancata neanche la musica, dai canti partigiani dell’ultima sera al coro sociale di Bologna in vetta, alle note avvolgenti di Eva Feudo Shoo che raccontavano di latinoamerica, Brasile ed altri luoghi.
I diversi cammini ci hanno portato il venerdì ad arrivare al passo Prà della rosa, dove il panorama di apriva su cime lontane e laghi toccando il cuore, prima di vedere anche la follia dell’uomo. Visibili ancora oggi i segni delle trincee della Prima Guerra Mondiale, le grotte scavare nella roccia, le strade costruite non per unire ma per portare in quota armi ed uomini e combattersi tra loro.








E poi il giorno dopo, con una camminata dolce verso Malga Gui (ape 1), o da sudare per bene tra alberi, torrenti e salite fino a Bocca dell’Ussol (ape 2) da dove lanciare lo sguardo verso Caré Alto e i nevai, con la bandiera di Ape portata sempre più su. Chi voleva, partendo prima, poteva a quel punto proseguire lungo il sentiero delle tre cime, una lunghissimo sentiero che permetteva di vedere anche in giù, lungo il Lago di Garda e le dolomiti. Altra camminata portava al monte Cadria (ape 3), il più alto della Val Concei. Il bello come sempre è stato sciamare insieme a tante persone diverse, tra vecchie amiche e volti nuovi, sentendosi sempre parte di una famiglia.
Tanti gli argomenti al centro della discussione, a partire proprio dal Garda, dove la costruzione di una ciclovia spinge ad interrogarsi sull’uso di fondi pubblici per progetti invasivi e nocivi a livello ambientale, dubbiosa longevità, scarsa fruibilità (95 milioni la spesa prevista, quasi 20 milioni a chilometro, immaginate). Le recenti esperienze di alcune sezioni hanno portato a discutere anche del contenuto politico delle attività messe in campo da Ape, del legame di ogni sezione con i territori e le lotte proprie dei luoghi di appartenenza, essenziali e necessarie. È l’esempio delle apette di Salerno, che si trovano oggi a combattere contro il progetto del porto di Pastena, il nuovo porto turistico di Salerno, un corpo estraneo che vorrebbe stravolgere con una colata di cemento paesaggio sociale e ambientale della zona. E ancor più delle Apuane, dove la sezione di Firenze organizzando escursioni in appoggio di un comitato locale contro l’estrazione in cava ed il consumo di suolo, si è ritrovata vittima di minacce ed atti di vandalismo che hanno causato danni rilevanti alle automobili. Come essere solidali con questo tipo di lotte e come aiutare nello specifico chi si ritrova a subire ritorsioni? Il dibattito è aperto, come quello del rapporto tra le istanze più locali e la necessità di un legame più generale con tematiche e problematiche ambientali e sociali che possono unire tutte le sezioni. Un esempio ce lo porta il tema delle migrazioni, come raccontato da Ape Milano, concentrata da tema al lavoro sui cammini percorsi dalle persone in movimento lungo i confini di Ventimiglia e Oulx.
Dopo l’assemblea saluti al lago di Ledro, tra chi si è fatto il giro intorno (oltre 2 ore, per fortuna che qui è “un lago piccolino”!) a chi si è messo a prendere il sole in spiaggia facendo due tuffi (sì, da questa parte delle Alpi a giugno può essere quasi come al mare). Ci sarà modo di rivedersi e stare insieme, intanto condividiamo qualche scatto. A presto!
Salvatore Lucente
APE Appulo Lucana